Musei e intrattenimento: visita tradizionale o vera e propria esperienza culturale?

musei e intrattenimento: visita tradizionale o esperienza culturale

Musei e intrattenimento: visita tradizionale o vera e propria esperienza culturale?

Grazie all’avvento delle nuove tecnologie siamo sempre più a contatto con il digitale e con le sue infinite possibilità di connessione e informazione. Anche se l’avere tutto a portata di mano “con un clic” facilita le nostre vite, a risentire dei continui stimoli che i nostri dispositivi elettronici ci mandano, è la nostra attenzione, sempre più sfuggente e difficilmente catturabile.

Se questi aspetti valgono nella quotidianità, non possono essere trascurati anche per quanto riguarda la sfera dell’intrattenimento e del tempo libero. In ambito culturale gli istituti come musei e gallerie d’arte stanno cercando in tutti i modi di stare al passo con i tempi e di evolvere il loro approccio verso il visitatore. L’intento è quello di rendere le tradizionali visite al museo, non solo interessanti e arricchenti, ma vere e proprie esperienze.

Strategie di coinvolgimento in ambito museale

Le tipologie di museo sono tante e variegate quanto gli interessi delle persone, ma ciò che attualmente accomuna tante realtà museali è la necessità di offrire non solo contenuti interessanti, ma esperienze soddisfacenti e possibilmente replicabili.

Se si abbandona l’idea di museo come luogo di mera conservazione della memoria storico-artistica, allora cambia anche la maniera di vivere lo spazio museale, con la possibilità di trarne esperienze arricchenti tanto quanto coinvolgenti.

Attività e workshop, differenziati in base alle diverse tipologie di pubblico, sono sicuramente dei modi per lasciare un ricordo più profondo e duraturo nel visitatore. Anche gli eventi sono una componente da non sottovalutare nel processo di fruizione in quanto, se correlati in maniera adeguata al patrimonio del museo, concorrono alla creazione di momenti coinvolgenti e condivisibili. Un caso italiano di coinvolgimento del pubblico è stato ad esempio il concerto del pianista Ezio Bosso, tenutosi nel 2016 alle Gallerie d’Italia di Napoli, nella sala in cui era ospitato l’Arlecchino con specchio di Picasso: il dialogo tra due arti maggiori come la musica e la pittura in un particolare ambiente, aveva accentuato il semplice godimento dell’opera d’arte facendo vivere agli spettatori un’esperienza totale.

Nuove tecnologie e intrattenimento attivo del pubblico nei musei

Le visite al museo possono oggi avvalersi di strumenti tecnologici pensati per creare un coinvolgimento attivo dello spettatore durante il percorso. Ai più comuni supporti multimediali audio e video si aggiungono oggi tutta una serie di applicazioni, scaricabili direttamente sul proprio smartphone, capaci di arricchire i contenuti stessi della visita. Mappe interattive, sistemi audio per non vedenti, realtà aumentata e connessione diretta con i social network sono solo alcune delle funzionalità sfruttabili per rendere la visita al museo completa.

Anche le attività promozionali messe in atto dagli istituti di cultura assumono oggi un carattere più interattivo e coinvolgete. I social media si sono rivelati strumenti di connessione efficace verso il pubblico, al quale viene permesso di entrare a contatto anche con situazioni generalmente dedicate agli addetti ai lavori. Non sono rare situazioni in cui, tramite dirette video sui social, vengano svelate conferenze stampa, momenti di allestimento delle mostre, operazioni di restauro e così via.

I visitatori tramite Facebook, Instagram, Twitter, per citarne alcuni, possono “seguire” i propri musei preferiti e commentare direttamente con essi la propria esperienza piuttosto che godere di contenuti extra pubblicati sulle pagine social. Un esempio interessante di come il museo cerchi di entrare attivamente in contatto con il pubblico è la pagina Instagram della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino: i post, non solo condividono tutte le attività della fondazione dando informazioni utili al visitatore, ma cercano ironicamente di accattivare i followers mixando notizie sportive, di gossip piuttosto che televisive, per trovare una connessione divertente con il loro scopo ultimo, l’aumento delle visite.

Come sfruttare al meglio gli strumenti di coinvolgimento del pubblico

Se dal punto di vista del visitatore le possibilità di intrattenimento aumentano, le applicazioni digitali si rivelano uno strumento strategico di analisi nelle mani del museo. Tra le tante app che hanno investito il mercato, Hera è stata sviluppata per soddisfare contemporaneamente le esigenze del visitatore e del polo museale che lo ospita. L’utilizzo della tecnologia beacon permette: la geolocalizzazione all’interno degli spazi, l’invio di messaggi e contenuti multimediali durante il passaggio di fronte a luoghi di potenziale interesse, la consultazione di mappe interattive o ancora esperienze di realtà aumentata. La mappatura dei percorsi effettuati spontaneamente dai visitatori, il calcolo del tempo di permanenza di fronte alle opere, piuttosto che la raccolta dati attuabile durante la fase di registrazione sul portale Hera, sono solo alcuni degli strumenti offerti ai gestori museali per intraprendere tutta una serie di strategie di marketing e di fidelizzazione.